Al
compimento del venticinquesimo compleanno, il giovane Kane era entrato
in possesso della sua cospicua fortuna, ma la sola proprietà verso
la quale aveva subito mostrato interesse era semplicemente un giornale,
Il New York Inquirer, dalle cui pagine si sarebbe ben
presto lanciato in un forsennato attacco nei confronti del potere finanziario
americano.
Dopo aver consultato il diario del tutore di Kane, Thompson si reca ad
intervistare Bernstein. Sollecitato a frugare fra i suoi ricordi, Bernstein
sostiene che non era il danaro ciò di cui Kane andava alla ricerca.
Quindi illustra a Thompson il periodo in cui Kane lavorò all’
Inquirer. Accompagnato dall’inseparabile amico Leland, che avrebbe
avuto un posto nella redazione dell’Inquirer come critico teatrale,
Kane aveva fatto il suo ingresso nel giornale con nuove idee e progetti,
facendo dell’ufficio di direttore la sua abituale dimora, in cui
aveva addirittura sistemato un letto.
Egli aveva così esordito presentandosi ai lettori di New York con
una dichiarazione di principi in base alla quale si impegnava a fare un
giornale onesto e rispettoso della verità, in difesa dei diritti
dei cittadini e dei diritti umani.
Lo stile giornalistico dell’Inquirer aveva conquistato in poco tempo
i lettori, vincendo la concorrenza del Chronicle, al
quale aveva sottratto l’intera redazione. Per festeggiare il successo
conseguito nei confronti del Chronicle, Kane aveva organizzato una grande
festa con ballerine e champagne. Ma, in disparte, Bernstein e l’amico
Leland manifestavano reciprocamente la loro perplessità nei confronti
di una redazione che era passata dall’indirizzo politico del Chronicle
a quello dell’Inquirer con estrema disinvoltura.
Dopo il successo giornalistico, Kane aveva però deciso di prendersi
una vacanza e di partire per l’Europa. Ne sarebbe tornato in compagnia
della sua prima moglie, Emily Norton, figlia del Senatore
Norton e nipote, nientemeno, che del Presidente degli Stati Uniti. Questo
matrimonio sarebbe stato il primo passo di Kane verso la carriera politica
in direzione della Casa Bianca. Tuttavia, a fermarlo era stato un incidente
di percorso.
Dopo aver lasciato Bernstein, Thompson si reca in visita alla clinica
dove risiede Leland, il compagno di studi di Kane, che aveva lavorato
con lui alla redazione dell’Inquirer come critico teatrale.
Leland
racconta della prima moglie di Kane e della crisi del loro matrimonio.
Poi nasce un figlio, ma col trascorrere degli anni la comunicazione tra
marito e moglie scompare. Il fatto è che tutto ciò che Kane
voleva era di essere amato, desiderando dagli altri ciò di cui
la madre lo aveva privato, l’affetto e l’amore. Fu per questo
motivo che si mise in politica. Per il suo grande desiderio di essere
amato dalla gente.
Ma Kane, intanto, si era innamorato di un’altra donna, Susan, un’aspirante
cantante lirica. Si vedevano da tempo clandestinamente. Poi era arrivata
la sua candidatura nella campagna per l’elezione del Governatore
dello Stato di New York. Nonostante i sondaggi lo dessero vincente, Kane
aveva deciso di umiliare il proprio avversario politico e di sprofondarlo
nella vergogna, promettendo agli elettori che il suo primo atto da Governatore
sarebbe stato quello di far perseguire penalmente le malefatte dell’antagonista.
Quest’ultimo aveva allora rivelato alla moglie di Kane la relazione
con Susan e lo aveva minacciato di rendere pubblica la questione.
Ma Kane non aveva ceduto nemmeno di fronte allo scandalo. Così,
dopo aver perso le elezioni, divorzierà anche dalla moglie (che
tempo dopo muore in un incidente stradale col figlio).
> Rosebud
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