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Montag
In
un futuro non meglio precisato, un potere dispotico impone la cancellazione
della storia dalla coscienza degli uomini. Così, i libri
e la cultura sono definitivamente banditi dalla società,
per impedire agli uomini di essere infelici pensando di poter costruire
un mondo diverso da quello esistente.
Per ironia della sorte, il compito di fare piazza pulita della cultura
è affidato a quello che un tempo era lo stimato corpo dei
vigili del fuoco, ora consegnati al ruolo inconsueto di incendiari
di biblioteche. Sulla loro divisa, campeggia il simbolo di questa
infamia, il numero 451, che allude
alla temperatura in gradi Fahrenheit
a cui la carta dei libri s’incendia.
Uno di questi vigili del fuoco è Montag.
Lo vediamo operare con la propria squadra all’inizio del film,
mentre perquisisce un’abitazione e brucia con un lanciafiamme
dei libri, tra cui spicca in modo significativo il Don
Chisciotte di Cervantes.
La serietà e la freddezza con cui Montag
esegue gli ordini suscitano l’ammirazione del suo comandante
che gli prospetta la possibilità di una promozione. A sera,
Montag ritorna a casa, nel suo piccolo
residence, dove lo attende sua moglie Linda.
Quest’ultima passa le sue giornate davanti a uno schermo televisivo,
partecipando in prima persona a dei programmi insulsi come “La
Grande Famiglia” (si tratta di un’allusione al
Grande Fratello di orwelliana memoria).
Tra i due coniugi non vi è alcuna comunicazione, e Montag,
piuttosto che guardare le trasmissioni televisive, quando va a letto,
preferisce sfogliare le riviste di fumetti, che però sono
rigorosamente prive di dialoghi.
Un
giorno, recandosi a casa, Montag
fa la conoscenza di Clarissa, una
giovane maestrina, che abita non lontano da casa sua. E’ lei
ad attaccare bottone, ad informarsi di lui e del suo lavoro. La
ragazza è preoccupata perché deve sostenere un colloquio
con lo psicologo e rispondere ad un test, dal cui esito dipenderà
la conferma o meno del suo impiego a scuola. Chiede a Montag
se la sua vita è felice, e lui risponde in modo affermativo,
ma senza nessuna convinzione.
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