Davanti al parco di una villa signorile si ferma e chiede al taxista
di attendere fino a quando non tornerà. Quindi si avvia verso
il cancello d’ingresso, dove due sorveglianti gli chiedono la
parola d’ordine. La parola è Fidelio (nel racconto di
Schnitzler era Danimarca).
Una macchina lo accompagna alla villa.
Entratovi, è nuovamente
richiesto della parola d’ordine e finalmente introdotto nel
salone di ricevimento. Qui si trova davanti a una specie di cerimonia.
Si tratta di un rito di magia sessuale celebrato da un gerofante in
costume rosso e maschera , che agita un turibolo ed un bastone.
All’interno
del cerchio magico disegnato sul pavimento da un faro, il gerofante
si muove con passi precisi, eseguendo una circumambulazione rituale
intorno alla circonferenza su cui stanno 11 donne anch’esse
mascherate. Dopo che per tre volte picchia la bacchetta magica a terra,
queste si prostrano ai suoi piedi e si rialzano, togliendo i mantelli
che nascondono le loro nudità. Un quarto ed un quinto colpo
sono il segnale perché entrino nel cerchio magico e s’ inginocchino
al suo cospetto. Dopo che si sono reciprocamente baciate, il mago
si accosta alla ragazza che sta alla destra di una donna con piume
corvine e batte un colpo davanti a lei, che si allontana dal cerchio.
La stessa cosa fa con la sua compagna a sinistra della donna corvina.
Poi di nuovo con l’altra ragazza a destra e l’altra ancora
a sinistra, per un totale di dieci colpi. L’undicesimo colpo
(il numero 11 si ripete per la seconda volta) batte davanti alla donna
piumata, che esce con noi di scena, mentre la cerimonia prosegue.
E’ un
rito di magia simpatica. Le donne devono congiungersi coi presenti
per trasmettere loro l’energia che hanno accumulato
all’interno del cerchio. Ciascuna di loro si sceglie un compagno.
La donna piumata si allontana con Bill, ma quando sono nel corridoio
lo avverte: “Cosa crede di fare? Lei qui non c’entra per
niente …se ne deve andare subito … è in grave
pericolo e deve allontanarsi da qui finché è in tempo.”
Intanto, sopraggiunge un’altra maschera che allontana con una
scusa la donna piumata da Bill. Rimasto solo, questi percorre le stanze
e i corridoi della villa, dove assiste a dei rapporti sessuali che
superano ogni sua fantasia erotica. Infine, viene di nuovo raggiunto
dalla donna piumata, che nel frattempo l’ha cercato ovunque.
Ancora una volta lo avverte che deve andarsene e che la sua vita è in
pericolo. Poi si allontana, mentre arriva di corsa un maggiordomo,
che chiede a Bill se il taxi che attende all’ingresso della
villa sia suo, in quanto l’autista ha chiesto urgentemente di
parlare col passeggero. Seguendo il maggiordomo che gli fa strada,
Bill si ritrova nel salone d’ingresso. Con sua meraviglia, vede
che tutti i convenuti sono lì ad attenderlo. Tutti attorno
al cerchio magico, al centro del quale domina la figura del gerofante,
che è seduto su di uno scranno pontificale sormontato da una
tiara sorretta da un’aquila bicipite.
Dalla soggettiva che fotografa
nello sguardo di Bill il mago in procinto di celebrare il suo rito
a quella che lo ritrae sul trono, sono trascorsi esattamente undici
minuti (il numero 11 si ripete per la terza volta). Tanto tempo è durata
appunto l’ “iniziazione” di
Bill.
Ora che è stato scoperto, rischia però la vita.
Ma a salvarlo interviene la donna piumata: “Prendete me – dice – Io
sono pronta a riscattarlo.” Avvertito di non rivelare a nessuno
ciò che ha visto o udito,
a rischio dell’incolumità sua e della sua famiglia, Bill
può lasciare senza danno la villa.
A casa, sua moglie dorme profondamente, ma è scossa da una
risata isterica. La sveglia e lei gli racconta il sogno … e
di nuovo nella mente di Bill spunta un sentimento di amarezza e rancore
nei confronti di sua moglie, che ha sognato di tradirlo.
Il giorno dopo, passando a riconsegnare l’abito preso in prestito, cerca
di rintracciare l’amico Nigthingale, ma il locale dove si esibisce è chiuso.
Saputo l’indirizzo dell’albergo dove alloggia vi si reca, ma il portiere
gli dice che Nigthingale è partito di mattina presto, appena rientrato,
scortato da due energumeni che, a giudicare da qualche livido che portava sul
viso, l’avevano trattato anche male.
Quando poi riconsegna l’abito, l’affittacostumi si accorge che manca
la maschera. Qualche dollaro in più risolverà il problema, come
l’ha risolto coi due individui che insidiavano sua figlia …
Ma Bill non è contento di come sono andate le cose la sera precedente.
Vuole fare alcune indagini. Si reca alla villa e davanti al cancello si accorge
che una telecamera lo sta spiando. Pochi secondi dopo arriva una macchina e ne
scende un vecchio dallo sguardo severo, che gli consegna una lettera. E’ l’ultimo
avvertimento.
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