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Criticamente
schierato contro la tecnologia moderna e contro il principio di
deterrenza nucleare, che appare qui in tutta la sua demenzialità,
Il dottor Stranamore coglie, in modo più
generico, nei comportamenti aggressivi dell’uomo il segno
di una perversione sessuale, di quello “strano amore”
(Strange - love) che ricorre in modo simbolico
nell’onomastica dei protagonisti del film.
Così,
il generale Ripper non è altri che “Jack the ripper”
(Jack lo squartatore), il presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley
è, approssimativamente, una “passera ombrosa”
(il riferimento è all’organo sessuale femminile), Turgidson
è invece un affetto da priapismo, Guano un “escremento
di uccello”, il presidente russo Kissoff l’equivalente
dell’espressione ingiuriosa “vaffanculo”, l’ambasciatore
russo de Sadesky un omologo di de Sade, il capitano Mandrake il
nome di una pianta, la mandragola, che nel medioevo era considerata
un rimedio per l’impotenza, ed il maggiore Kong un chiaro
riferimento alla bestialità del King-Kong cinematografico.
Al di là della satira antimilitarista, Il dottor Stranamore
irride la stupidità e la bestialità dell’essere
umano. In questo senso, esso si colloca lungo il corso di quella
tradizione letteraria che va dal Gargantua e Pantagruel a I Viaggi
di Gulliver, del quale si può cogliere un’eco nella
menzione della località di “Laputa”.
Di questa tradizione, Il film di Kubrick condivide peraltro un certo
gusto per la parodia del cifrario cabalistico; nei viaggi di Gulliver,
il termine attribuito al barbaro popolo degli Yahoo (gli esseri
umani) rinvia, ad esempio, ad una delle espressioni sostitutive
del tetragramma divino (Yaho);
ne Il dottor Stranamore, invece, la parodia consiste nell’assimilare
le permutazioni cabalistiche del nome di Dio al calcolo combinatorio
delle tre lettere del codice segreto custodito da Ripper (O-P-E:
corrispondenti al termine inglese hope), che rinviano a un’impossibile
Speranza.
Gianfranco Massetti
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