Faust - Friedrich Wilhelm Murnau - [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ]
Mefistofele invita il suo padrone a salire sul proprio mantello, che si trasforma opportunamente in un tappeto volante. In questo modo, i due viaggeranno attraverso il tempo e lo spazio, giungendo infine in Italia, a Parma, dove si sta celebrando lo sposalizio della contessa.
Strani ospiti giungono al palazzo, annunciati dai paggi di corte. Si tratta di un principe indiano e del suo scudiero, che sono accompagnati da elefanti e da un seguito di personaggi esotici. Ma è tutto un incantesimo di Mefistofele.
“In onore della Vostra suprema bellezza, il mio Signore Vi porta i tesori del suo Regno!” – annuncia quest’ultimo alla contessa, mentre un paggio gli reca in dono uno splendido diamante.
Faust si presenta davanti alla donna nelle vesti del principe indiano. Come folgorata dall’apparizione, la contessa si allontana con Faust abbracciandolo appassionatamente.
Mefistofele risveglia quindi i presenti dall’incantesimo: la corte del principe indiano scompare ed il promesso sposo della contessa di Parma vedendo davanti a sé Mefistofele come una minaccia lo ferisce di spada. Mefistofele cade trafitto, ma chi giace sul pavimento è soltanto la sua ombra. Mefistofele si rialza e colpisce a sua volta il conte, che cade a terra senza vita mentre il cadavere dell’arcidiavolo si dilegua nel nulla. Ignari di ciò che accade, Faust e la contessa di Parma giacciono su di un letto. Ma la mano di Mefistofele afferra la clessidra che porta con sè e la mostra a Faust indicandogli che il giorno di prova è terminato:
“La clessidra è piena. Torna ad essere com’eri prima!”
riappare così l’immagine del vecchio alchimista, che implora Mefistofele di lasciargli la gioventù.
“Sarà mia per sempre” – gli risponde l’arcidiavolo.
Faust ritorna giovane nel letto della contessa e Mefistofele se la ride vittorioso.
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Cambia la scena: il bello e giovane Faust guarda nel vuoto dell’orizzonte, infelice e insoddisfatto di sé e della sua vita, che oramai gli è venuta a noia.
“Hai provato tutti i piaceri della vita, Faust, di delirio in delirio, ma niente ti soddisfa” – dice Mefistofele – “Vuoi una donna, una partita a carte, un’orgia?!, ogni tuo desiderio io lo devo esaudire.”
Faust è disperato, non sa più dove sbattere la testa. Poi gli compare la visione di un vecchio villaggio, dove la gente trascorre la propria esistenza serenamente.
“Patria!” Esclama Faust e chiede a Mefistofele di riportarlo al più presto al suo paese natale … Vi giungono in occasione della Pasqua.
“C’è una festa oggi nella vostra città?” – chiede Mefistofele a dei passanti.
“Ma da che paese venite che non avete mai sentito parlare della Pasqua?” – risponde la gente.
“Come se il tempo si fosse fermato! E’ ancora tutto come una volta!” – osserva Faust.
Davanti alla cattedrale, egli incontra la giovane Greta e subito il suo cuore ne resta trafitto.
“Un innocente agnellino che si avventura nella tana del lupo.” – commenta Mefistofele, vedendo Greta entrare in chiesa – “Non è per te!, conosco puttane più distinte di lei.”
Ma Faust gli ordina: “Farai quel che ti dico!”
A casa di Greta è giunto per le feste di Pasqua suo fratello. Intanto, Mefistofele predispone un nuovo incantesimo e nasconde in camera di Greta una catenina:
“Lascia che tenga questa catenina d’oro in casa e vedrai come sentirà il potere del Diavolo” – dice tra sé Mefistofele.
Una volta trovata la catenina, Greta chiede alla madre il permesso di recarsi a casa della signora Marta, una fattucchiera che confeziona filtri d’amore. Giunta dalla signora, le mostra la catenina e chiede spiegazioni. Nel giardino accanto, dei ragazzi giocano agli sposi:
“Un mazzetto di fiori per lo sposo, una coroncina per la sposa …”
Greta li raggiunge per aggregarsi a loro e s’imbatte in Faust che passeggia lì vicino. Insieme partecipano così al “gioco dell’amore”. Mefistofele intanto si presenta alla signora Marta con una collana e le dice che è un regalo di suo cugino dalla Lombardia.
“Chi rinchiudiamo nel nostro cerchio sarà il nostro amato … uno … due … tre … liberati!” – dicono i ragazzi facendo corona attorno a Faust e a Greta che ora sentono di amarsi entrambi. Il loro cerchio è così simbolicamente contrapposto al cerchio magico che il vecchio Faust traccia per terra durante l’evocazione del Demonio. Anche Mefistofele e la vecchia Marta si sono innamorati, ma il loro sentimento è solo una parodia di quello degli altri due.
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