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La Nouvelle Vague è
all'inizio un'espressione giornalistica non legata in modo particolare
al cinema. Françoise Giroud
nel 1957 aveva pubblicato sul settimanale l'Express, di cui era
caporedattrice, una serie di articoli sui mutamenti di costume nelle
nuove generazioni che aveva l'obiettivo di presentare un'inchiesta
sociologica. Il suo tema principale riguardava l'avvicendamento
generazionale che, nel cinema, era diventato di cruciale importanza.
I risultati dell'inchiesta saranno pubblicati alla fine del '57
con lo slogan "La Nouvelle
Vague arrive!".
In seguito sarà ancora l'Express a riprendere l'espressione
"Nouvelle Vague"
per attribuirla ai primi due lungometraggi di Chabrol,
Le beau Serge e Les
cousins, realizzati nel 1958 ma distribuiti soltanto nel
febbraio e nel marzo del 1959.
Due mesi più tardi, nel maggio, Les
quatre-cents coups, il primo lungometraggio di Truffaut,
selezionato inaspettatamente a rappresentare la Francia al Festival
di Cannes insieme con un film di scrittura tradizionale come
L'Orfeo negro di M.
Camus, e Hiroshima mon
amour di Resnais,
s'imporranno all'attenzione della critica e del pubblico, in Francia
e all'estero.
Si trattava di due film esteticamente molto diversi tra loro che
avevano però in comune il rifiuto di quello che Truffaut
aveva definito il "Cinéma de papa" e cioè
il cinema francese classico di genere, dai grandi budget, dalla
divisione dei ruoli ben netta (regista, sceneggiatore, attori-divi).
Un cinema girato in studio secondo modelli elaborati negli anni
Trenta (dal realismo psicologico al 'realismo poetico'). Autant-Lara,
Clouzot e Clément
ne erano i rappresentanti più autorevoli.
I film di Truffaut e di
Resnais saranno distribuiti
nel giugno dello stesso anno e il loro successo supererà
ogni aspettativa. Il punto più alto di popolarità
sarà tuttavia raggiunto l'anno successivo, nel marzo del
1960, con l'uscita trionfale a Parigi di A
bout de souffle, il primo lungometraggio di Godard.
È difficile proporre una data 'certa' che segni la fine della
Nouvelle Vague. La vita
del movimento viene generalmente limitata a un periodo di 4-5 anni,
dagli inizi del 1959 a quelli del 1963. E non è per caso
che nel 1963 Chabrol accetterà
per la prima volta di dirigere un film 'commerciale', Landru, sceneggiato
da Françoise Sagan,
con Michèle Morgan.
Numerosi gli ispiratori dei cineasti-critici della Nouvelle Vague
e tra questi Bresson e Cocteau, il grande patrocinatore del movimento,
ma anche Hawks, Hitchcock
e Welles, per la loro
capacità di affermare il loro stile anche all'interno delle
costrizioni imposte dal sistema produttivo dell'industria cinematografica.
Sono però Renoir
e Rossellini i veri 'padri'
riconosciuti dai 'figli-critici' dei Cahiers
du Cinéma. Truffaut
fu assistente di Rossellini
per due anni, nel 1955 e nel 1956, e con lui aveva preparato diversi
progetti che non furono realizzati.
Del regista italiano erano amati in particolare i racconti filmici
costruiti sulla figura della Bergman,
Europa 51, Viaggio
in Italia, e Stromboli.
Rossellini continuava
l'opera di Renoir e la radicalizzava con la sua "estetica del
diretto" e il suo rapporto con l'attualità e il reale.
La
schiera dei precursori, dei 'fratelli maggiori', annoverava autori
come Astruc che aveva
teorizzato la "camera-stylo" nel suo famoso saggio-manifesto
del 1948 (la macchina da presa può essere usata come uno
scrittore usa la stilografica; il cinema non è un codice
ma un linguaggio: tutti possono fare cinema
); c'erano poi
Melville, Franju,
Becker, Vadim
e Rondi e, tra i cineasti
europei, Bergman per il
suo percorso autoriale molto personale. Monica
e il desiderio del 1953 aveva impressionato molto i giovani
critici dei Cahiers, soprattutto Truffaut
e Godard, per la libertà
e la bellezza con cui era rappresentato il rapporto amoroso di due
adolescenti svedesi. Già all'epoca si contrapponeva a una
"rive gauche" (Resnais,
Varda, Marker) più sensibile alle problematiche socio-politiche
di quegli anni e più consapevole della necessità di
un engajement diretto soprattutto nei confronti delle drammatiche
vicende della guerra d'Algeria una "rive droite", rappresentata
dagli autori-critici dei Cahiers
du Cinéma, rivista fondata da Bazin
nel 1951 (Rivette, Truffaut,
Chabrol, Rohmer, Doniol-Valcroze, Kast e Godard)
più 'artistica' e, almeno apparentemente, meno impegnata.
Nouvelle
Vague seconda parte
Nouvelle
Vague, le immagini

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