Infine,
i tre compagni giungono davanti ad un cascinale di campagna mezzo
diroccato. Totò deve riscuotervi un debito,
ma i due coniugi che lo abitano non hanno da mangiare né per
sé né per i loro figli. Di fronte alle preghiere della
donna, Totò è però irremovibile: la Madonna deve
pregare, non lui, dal momento che “Busnes is busnes”.
Il Corvo non giudica, ma commenta. Totò si è comportato
da piccolo borghese, ed è semplicemente vittima di un mondo
in cui il pesce grosso mangia il pesce piccolo. Ma deve stare attento
a che qualcuno più grosso di lui non lo mangi. E questo qualcuno è l’ingegnere
a cui Totò deve corrispondere l’affitto dei terreni.
Di fronte all’ingegnere, nella sua bella villa dove sono accolti
illustri professori che parlano di Dante e di letteratura, Totò chiede
una dilazione sul pagamento, accampando la scusa dei diciotto figli,
del trattore incidentato e dell’inclemenza delle stagioni.
Ma l’ingegnere gli risponde che lui è un uomo d’affari
e che pretende i suoi soldi.
Di nuovo in cammino, il Corvo
Totò e Ninetto incrociano prima
i funerali di Togliatti e quindi su una strada di campagna fanno conoscenza
con Luna, una prostituta, il cui nome richiama evocativamente il dialogo
all’inizio del film tra Totò e Ninetto. Dopo che padre
e figlio si sono alternati fra le braccia della ragazza, il Corvo
vuole offrire un saggio anche qui delle sue conoscenze sociologiche
e “di quanti problemi si potrebbe parlare a proposito di puttane!” ….
Affamato ed esausto a causa del cammino e dei discorsi
del Corvo, Totò ad un certo punto mette il figlio al corrente di un certo
progetto culinario. Avvicinandosi quindi al Corvo, con gesto affettuoso,
lo strozza. Quando Totò e Ninetto si allontanano, del Corvo
restano solo le zampe, qualche piuma e dei residui carbonizzati. Ma
il Corvo l’aveva previsto. Secondo una frase dell’insigne
filologo Giorgio Pasquali, da lui stesso citata, “I maestri
sono fatti per essere mangiati in salsa piccante”.
Concepito
originariamente in tre episodi (“L’uomo bianco”, “Uccellacci
e uccellini” e “Laggiù”), il film allude
al percorso ideologico del regista che, di fronte alla crisi
del marxismo degli anni cinquanta, approda ad un marxismo in
linea con la continua evoluzione della società e che
non solo tiene presenti l’esperienza
terzomondista e quella del comunismo cinese, ma fa propria anche
la dimensione escatologica della riflessione religiosa (cfr.
P. P. Pisolini, Per il cinema, tomo I, Milano 2001, pp. 824-831).
L’episodio della prostituta che prelude al gesto di cannibalismo
intellettuale nei confronti del Corvo, simbolico rappresentante
del veteromarxismo, si spiega a partire da un’intervista
di Fidel Castro, dopo la rivoluzione cubana. Al giornalista che
gli chiedeva quali provvedimenti avrebbe preso contro le prostitute,
che ancora imperversavano per l’Avana, Fidel aveva risposto
che non aveva intenzione di fare alcunché, dal momento
che questo problema è come
una cartina al tornasole (o al tornaluna, se si vuole). Esso
avrebbe trovato il proprio superamento quando la società sarebbe
veramente cambiata.
Dei discorsi del Corvo consegnati da Pasolini
alla sceneggiatura, ma che non hanno riscontro nella realizzazione
cinematografica, uno merita di essere ancora ricordato:
“Uno spettro si aggira per l’Europa, è la crisi
del marxismo. Eppure bisogna a tutti i costi ritrovare la via
della rivoluzione, perché mai come oggi il marxismo si è presentato
come unica possibile salvezza dell’uomo. Esso salva il
passato dell’uomo, senza il quale non c’è avvenire.
Il capitalismo dice di voler salvare il passato, in realtà lo
distrugge: la sua conservazione è sempre stata una manutenzione
da museo, cretina e distruggitrice. Ma oggi la rivoluzione interna
del capitalismo rende il capitalismo così forte, da fregarsene
del passato. Egli può ormai permettersi di non rispettare
più i
suoi antichi pretesti, Dio, la Patria, ecc. La reazione si presenta
ormai come partito giovane, dell’avvenire. Prospetta un
mondo felice in mano alle macchine e pieno di tempo libero,
da dedicare all’oblio del passato. La rivoluzione comunista
si pone invece come salvezza del passato, ossia dell’uomo:
non può più promettere
nulla se non la conservazione dell’uomo ….”
Si tratta di una riflessione per certi aspetti
lungimirante e che descrive in modo sintetico il ritratto intellettuale
e il significato della militanza politica di Pasolini.
>> Uccellacci e uccellini prima
parte