Scorrendo
la vasta filmologia di Steno (Stefano Vanzina 1915-1988)
vi troveremmo non a caso tutti i capolavori del cinema comico
italiano tout-court, divenuti oggi degli autentici cult-movie,
a partire da GUARDIE E LADRI (1951) diretto in coppia con Mario
Monicelli, TOTO'A COLORI (1952), primo lungometraggio a colori
realizzato in italia, "UN GIORNO IN PRETURA" (1953)
che decretò l'inizio del successo cinematografico di
Alberto Sordi nei panni di Nando Meniconi (il quale verrà
immediatamente eletto protagonista di un intero film, "UN
AMERICANO A ROMA",1954) , fino ad arrivare ai successi
de
I TARTASSATI (1959) ancora con la coppia Totò-Fabrizi,
LETTO A TRE PIAZZE (1960), "TOTO' DIABOLICUS" (1962),
I DUE COLONELLI (1962) e l'esilarante "FEBBRE DA CAVALLO"
(1976), riscoperto di recente dalle tv locali e divenuto così
in breve tempo oggetto di celebrazioni da parte di Fans Club
e siti internet.
A ricordarci la figura di Steno ci ha pensato il grande
Monicelli, in un incontro con gli studenti di Storia del Cinema
svoltosi al Film studio di Roma:
" Mi fa molto piacere parlare di Steno oggi, che pare sia
stato dimenticato!Era un graziosissimo e spiritosissimo disegnatore,
sempre attento a come venivano pubblicati i giornali. Era una
colonna dei giornali umoristici dell'epoca, Marco Aurelio, il
Bertoldo, Marforio; col suo umorismo garbato, dava sfogo alla
sua vera natura (che era più quella di scrivere che non
di stare sul set) e devo dire che era uno scrittore preciso,
molto sobrio, scriveva delle cose molto acute sul momento, sull'attualità
che viveva l'Italia in quegli anni, ottimamente da lui descritta
in "SOTTO LE STELLE DEL '44" (oggi edito di Sellerio).
Vi si trovano oggi testimonianze di tutto un mondo sparito,
frequentato da artisti di ogni sorta, quello dei caffè
e delle osterie.
Il più noto rimase il CAFFE' GRECO, mentre a Piazza di
Spagna c'era RAMPOLDI, dove ora c'è MAC DONALD'S, erano
dei veri e propri "centri di raccolta".
A pranzo invece si mangiava da OTELLO in Via Della Croce, o
da MENGHI.
Quest'atmosfera del dopo guerra, semi-barbona, durò una
dozzina d'anni, poi col benessere cominciammo a guadagnare (rimase
famosa la battuta di Flaiano "colpiti da improvviso benessere"),
ma senza gelosie e competizioni, il sucesso c'era per tutti.
Negli anni in cui cominciammo, dal '46 al '52, i film si giravano
in 5 settimane (poi quando smettemmo di girare insieme si arrivò
a 12) e tra la gestazione di un film e l'altro passavano otto-nove
mesi.
All'epoca il cinema chiamava moltissimo, specialmente quello
che si faceva in Italia, e non c'era alcuna difficoltà
a realizzare film di ogni genere; dopo il pubblico cominciò
a selezionare di più le scelte, il cinema americano dominò
il sistema attraverso l'industria.
Per ragioni di soldi ci hanno offerto di fare il cinema: Carlo
Ponti aveva un contratto per fare due film con Totò,
uno dei quali era diretto da Luigi Comencini (L'IMPERATORE DI
CAPRI, 1949).
Scrivemmo un soggetto che si chiamava "Totò cerca
casa", ma non si trovava il regista, cosicchè Ponti
nel terrore che alla fine il film venisse a costare troppo (già
pagava carissimo Totò), decise di affidare a noi la regia.
Sul set riuscivamo ad andare d'accordo poiché io ero
abbastanza brutale , lui gentile e non litigavamo mai; aveva
delle sottigliezze e dei ragionamenti che spesso ti mettevano
a tacere, era antifascista ma non era né comunista né
socialista, era liberale.
Aveva una sua civiltà nell'educazione, nella cultura,
che non lo spingeva ad essere protervo, a combattere, e credo
per questo che si sarebbe trovato molto male negli ultimi vent'anni;
in un certo senso è morto al momento giusto!"
Graziano
Marraffa