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C'
ERAVAMO TANTO AMATI IV
LA
MALINCONICA IRONIA DELL'IDEALISMO
Nicola,
durante una premiazione pubblica per ragazzi, con De Sica come ospite
d'onore, constata con profondissima delusione quanto egli stesso
non abbia più coraggio di dire e pensare (<<Volevamo
cambiare il mondo, ma è stato il mondo che ha cambiato a
noi>> saranno le sue parole dense di rimpianto).
Mentre in Piazza del popolo sta spostando un 'automobile per uscire
con la sua, Gianni incontra Antonio,che scambiandolo inevitabilmente
per un posteggiatore, prova compassione per il vecchio amico col
quale, dopo venticinque anni si riappacifica.
La sera si ritrovano con Nicola nella solita trattoria, dalla quale
sono scomparsi i pittoreschi personaggi d'un tempo: Gianni torna
col pensiero a quando erano partigiani, immaginandosi morto tra
i due amici che lo compiangono, per poi affermare frasi di singolare
amarezza (<<La nosra generazione ha fatto schifo>>,
<<Il futuro è passato e non ce ne siamo nemmeno accorti>>).
Ne nasce una discussione che degenera in lite tra Antonio e Nicola,
il quale scoppia a piangere resosi conto di non essere nient'altro
che un fallito, sia a livello sociale (si è ridotto a firmarsi
"Vice" nelle recensioni giornalistiche) che affettivo,
mentre Gianni cerca di rivelare ai due la sua reale condizione di
benessere, ma invano.
A bordo della 600 vinta da Nicola al telequiz, si recano in una
piazza della Garbatella piena di gente appostata dinanzi ad una
scuola per ottenere l'iscrizione dei propri figli.
Antonio presenta la moglie ai due a mici: è Luciana, ora
lontana dai sogni cinematografici e con una coscienziosa acquisizione
di responsabilità da dedicare alla famiglia.
Mentre dei ragazzi intorno al fuoco intonano il canto partigiano
che Antonio e Nicola riconoscono immediatamente, Gianni trova il
tempo di esprimere a Luciana il rimpianto del loro rapporto bruscamente
interrotto , che ha portato con se in tutto questo tempo;
ma la donna ,pur prendendone atto, è ormai legata all'unico
uomo che le abbia realmente dimostrato un serio sentimento d'amore
e stima.
Cercando un pacchetto di sigarette, Nicola ritrova insieme ad Antonio
la patente di Gianni, che si è di colpo allontanato dal gruppo,
cosicché leggendo l'indirizzo decidono di riportargliela
il giorno seguente.
Ed ecco di nuovo la sequenza d'inizio di questa storia:
Antonio, Nicola e Luciana scopriranno così che il loro amico
Gianni non è il guardiano della villa come essi pensavano,
ma bensì il fin troppo agiato proprietario.
<<Se vergognava de dicce d' essese ridotto così>>
dirà Antonio, aggiungendo un "boh" che satà
nuova fonte di discussione con Nicola
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