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C'
ERAVAMO TANTO AMATI VI
LA
MALINCONICA IRONIA DELL'IDEALISMO
In
quanto alle donne, Stefania Sandrelli rifacendosi un po' al personaggio
che la vide protagonista ne "Io la conoscevo bene " (1965)
di Antonio Pietrangeli, interpreta la sua Luciana con sapiente autoironia
e spontanea ingenuità, mentre Giovanna Ralli nel tenerissimo
ruolo di Elide, raggiunge l'apice della sua carriera cinematografica,
conquistandosi il Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista.
Infine il grande Aldo Fabrizi nella sua ultima superba interpretazione:
un capomastro arricchitosi e divenuto palazzinaro che nonostante
l' età avanzata, conserva una grinta inattaccabile (<<io
nun morooooo!!!>> tiene a precisare nell' orecchio del genero
Gassman verso il finale).
Partecipano al film nel ruolo di loro stessi, fondamentali protagonisti
dello spettacolo italiano quali Federico Fellini (vittima di uno
scherzo di Scola che lo fa chiamare Rossellini da una comparsa),
Marcello Mastroianni (che in un primo momento sarebbe dovuto essere,
insieme a Sordi e Cementano uno dei tre protagonisti), Mike Bongiorno
(ripetendo il cameo già concesso in Totò lascia o
raddoppia? -1956- di Camillo Mastrocinque) e Vittorio De Sica regalando
alla storia del cinema il suo ultimo, memorabile primo piano e alla
quale memoria è dedicato l'intero film , che riuscirà
a vedere poco prima di morire, a breve distanza dall'uscita nelle
sale.
Nonostante la vastità del racconto, che si chiude su se stesso,
il film risulta compatto e mai frammentario, lineare nell'impiego
dei protagonisti, intelligentemente disposti sullo stesso piano
in modo che nessuno prevalga sull'altro; il tutto commentato dalle
struggenti musiche del maestro Armando Trovatoli che per l' occasione
crea la più bella colonna sonora della sua carriera.
Graziano
Marraffa 4-5-2001
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