| Il giorno dopo, Eugenia
e Gorciakov, nei pressi della vasca che porta il nome di Caterina
da Siena, faranno la conoscenza di Domenico, un vecchio dall’aspetto
malandato, che un tempo viveva con la sua famiglia a Bagno Vignoni.
Caterina Benincasa era stata una delle numerose sante anoressiche che
hanno costellato la storia del cristianesimo occidentale tra la fine
del medioevo e l’età moderna. La sua vocazione sarebbe
nata in seguito alla morte della sorella per parto. Domenico, che gli
abitanti di Bagno Vignoni considerano un povero pazzo, si rivolge a
Eugenia dicendole di non scordare la rivelazione che Dio ha voluto fare
a Santa Caterina: “Tu sei colei che non è. Io sono colui
che è!”
Domenico è reduce dal manicomio criminale. Si era barricato in
casa con la famiglia in attesa della fine del mondo. Ma la fine del
mondo non era mai arrivata ed un giorno, invece, erano arrivati i carabinieri.
Gorciakov
vuole assolutamente parlare con Domenico, andare a casa sua, vederlo,
dice di capire il suo comportamento, il suo stato d’animo.
Domenico non è un pazzo, voleva soltanto proteggere la sua famiglia,
perché è un uomo religioso, un uomo che ha fede. Solo
un russo può essere in grado di capire queste cose.
Con Eugenia, lo scrittore si reca allora a trovare Domenico. Lei però se
ne torna subito a Bagno Vignoni, dimostrandosi molto contrariata nei
confronti di Gorciakov, perché continua a dare retta a un povero
malato di mente. Ma Tarkovskij continua a ribadire che Domenico non è pazzo;
egli abita semplicemente la pazzia della civiltà moderna. Non
a caso, il regista riempie l’abitazione di Domenico con libere
citazioni che mostrano la dissoluzione psichica dell’Io alla quale
sono giunte le avanguardie artistiche del novecento.
In procinto di allontanarsi dalla casa del vecchio, Gorciakov riceve
una richiesta di aiuto. Lui, Domenico, non può farlo, perché la
gente lo ritiene pazzo. Ogni volta che tenta di immergersi nella vasca
di Santa Caterina pensano che stia cercando di affogarsi. Ma è importante.
Si tratta di una sorta di esorcismo. Bisogna attraversare la vasca con
una candela accesa. Toccare le due sponde della vasca, cercando di impedire
che la candela venga a spegnersi.
Tornato alla pensione, a Bagno Vignoni, Gorciakov vi ritrova Eugenia,
che umiliata e delusa per il suo comportamento gli fa una scenata.
Eugenia vorrebbe essere capita, amata, apprezzata, ma gli uomini,
da lei, vogliono
una sola cosa… Anche lui, anche Gorciakov, che sembrava tanto
diverso dagli altri, forse, vuole soltanto questo… Ma lo scrittore
rimane attonito e completamente sorpreso dalle parole di Eugenia. Lui
non vuole proprio niente…Eugenia si è sbagliata, perché Gorciakov
non pensava a nessuna storia, a nessuna avventura. E’ lei che
se l’è messo in testa. E’ lei che si è innamorata
di Gorciakov.
A Bagno Vignoni la stagione termale è finita e lo scrittore deve
recarsi all’aeroporto per tornare a casa. Improvvisamente, da
Roma, lo chiama per telefono Eugenia. Lo vuole salutare. Lei adesso
si è sistemata. Ha finalmente trovato un uomo; una persona visibilmente
gretta, ma che a suo dire si occupa invece di problemi spirituali. Ha
chiamato Gorciakov perché Domenico è da qualche giorno
a Roma, dov’è riuscito a improvvisare un comizio con dei
suoi amici. L’ ha pregata di ricordargli la sua promessa. Allora,
Gorciakov ritorna alla piscina di Santa Caterina, che alcuni operai
delle terme stanno ripulendo. Accende la candela che Domenico gli aveva
dato e cerca di attraversare la vasca da sponda a sponda. Ma una corrente
d’aria, ogni volta, spegne la fiamma. >> segue
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