In Tarkovskij, i temi della conoscenza come “ricerca senza fine
della verità” e come “peccato
originale” facevano
già capolino, accanto agli indispensabili tributi verso l’ideologia
sovietica, nel suo primo lungometraggio per il conseguimento del diploma
di regia, Il violino e il rullo compressore. All’operaio che chiede
al piccolo protagonista quanti anni deve dedicare allo studio del suo
strumento, questi risponde che dovrà studiare tutta la vita;
al tema del “peccato originale”, invece, si allude nella
scena dove l’aspirante musicista fa dono della sua mela alla
bambina che attende con lui a lezione.
Ma veniamo piuttosto alla trama di Solaris. All’origine della
sceneggiatura del film di Tarkovskij vi è il
romanzo dello scrittore polacco Stanislaw Lem, che era stato confezionato
in chiave di metafora
politica verso la fine degli anni sessanta.
Lo psicologo Kris Kelvin viene incaricato
di indagare sugli strani fenomeni che si verificano a bordo della
stazione spaziale in orbita intorno
a Solaris. Egli trascorre la sua ultima giornata terrestre nella
casa di campagna del padre e, prima della partenza, improvvisa davanti
ad essa un piccolo falò di vecchi ricordi: appunti, riviste e carte
che risalgono al periodo dei suoi studi universitari. Tra questi ricordi
c’è anche la fotografia di una giovane donna, che Kelvin
porterà con sé nel suo viaggio.
Giunto nell’orbita di Solaris, Kris raggiunge la stazione spaziale,
che sembra deserta. Una palla da gioco, che rotola ai suoi piedi, rivela
tuttavia la presenza del dottor Snaut. Questi informa Kelvin del fatto
che dei tre abitanti della stazione orbitante, Gibarjan, Sartorius e
lui, il primo, che era anche il capo della spedizione, si è tolto
la vita dopo che strani fenomeni hanno cominciato a manifestarsi.
Una volta sistemato il bagaglio nella sua stanza, Kelvin raggiunge
quello che era stato l’alloggio di Gibarjan. Qui rintraccia una videoregistrazione
che quest’ultimo aveva realizzato per lui, poco prima di uccidersi.
Gibarjan avverte in questo modo l’amico psicologo che se anch’egli
sperimenterà gli strani fenomeni che si sono manifestati all’equipaggio
della base spaziale, non deve assolutamente pensare di essere pazzo.
La causa di quei fenomeni è da rintracciare nel magma di Solaris,
che Gibarjan dice di essere d’accordo nel sottoporre a bombardamento
radioattivo.
Nel successivo incontro con Sartorius, Kelvin comprende che oltre
a loro tre qualcun altro è presente sulla stazione orbitale. Ritornato
alla videoregistrazione di Gibarjan, apprende che le misteriose presenze
che si aggirano intorno ad essi sono la materializzazione dei fantasmi
che abitano nella loro coscienza.
Così, subito dopo, appare al
cospetto di Kelvin una giovane donna, che è praticamente la
fotocopia di sua moglie Chari, morta
suicida dieci anni prima.
>> segue
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