Sul colle
Gianicolo, più nota a Roma come il "Fontanone",
fontana mostra dell'acqua Paola al termine dell'acquedotto
attivato da Paolo V Borghese (da cui prende il nome) per fornire
approvvigionamento idrico al rione Trastevere che fino
ad allora aveva dovuto accontentarsi quasi soltanto dei pozzi
e dell'acqua del fiume. In effetti l'acquedotto Paolo era l'originario
acquedotto di Traiano ripristinato nel Rinascimento.
L'acqua
veniva portata dal Lago di Bracciano e nell'antichità era
servita a mettere in movimento i mulini di Roma. Un braccio
dell'acquedotto venne distaccato per portare acqua al Vaticano e
alle fontane dei giardini, oltre che a quelle di Piazza
San Pietro. La bella fontana fu costruita da Flaminio Ponzio
in collaborazione con Giovanni Fontana tra il 1610 e il 1612.
La facciata monumentale, animata da angeli, mostri
e draghi, è costituita
da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro
provengono dalla facciata dell'antica basilica di San Pietro.
Altri marmi furono presi dal tempio di Minerva nel foro
di Nerva.
Il suo vastissimo bacino è opera di Carlo
Fontana. Il piazzale che offre una visuale meravigliosa
della fontana e uno splendido scorcio su Roma non esisteva
ai tempi di Paolo V, quando la fontana era sull'orlo
scosceso del Gianicolo.
Fu Alessandro VIII Ottoboni ad aumentare
la portata dell'acquedotto creando il piazzale mediante lavori
di terrazzamento. Nell'orto retrostante ebbe sede dall'epoca
di Alessandro VII il "Giardino dei Semplici" o Orto Botanico
che nel 1820 venne trasferito nel giardino di Palazzo Salviati
ai piedi del Gianicolo per ordine di Pio VII.
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