La
piazza è al centro dell'antica zona mercantile di Roma
fra il porto fluviale, presso l'isola
Tiberina, e l'Emporio.
Qui si trovavano il Foro
Olitorio (o delle verdure) e il Foro
Boario; banchieri e cambiavalute svolgevano la loro attività nel Velabro.
Caduto l'impero,
sotto l'influenza bizantina, fu il centro della colonia greca.
In questa zona vennero effettuate fino al 1868 le esecuzioni capitali
con la ghigliottina.
Qui operava
il celebre Mastro Titta,
che dal 1796 al 1864 divenne tristemente noto per aver tagliato
516 teste!
Oggi la piazza vanta un insieme di monumenti
unica al mondo: due templi antichi ancora conservati, una fontana
del '700, una chiesa altomedievale con splendido campanile.
Il cosiddetto tempio
di Vesta è il più antico tempio marmoreo
romano a pianta circolare e risale al II sec. A.C. Erroneamente
attribuito a Vesta per la pianta simile all'omonimo tempio del Foro
romano era in realtà dedicato ad Ercole. Venne
utilizzato come chiesa e le pareti interne sono affrescate con
dipinti del '400. Al lato si erge il tempio
di Portunus, divinità del porto fluviale, esempio
di architettura greco-romana risale al II sec A.C.
Sede fino
all'ottocento della chiesa di Santa
Maria Egiziaca, ex-cortigiana e per questo protettrice
delle donne di cattiva fama.
A decorare la piazza nel 1715 il papa Clemente
XI vi fece collocare una fontana tardo-barocca ad
opera di Carlo Bizzaccheri, due tritoni con le code intrecciate
sollevano due conchiglie al cui centro i monti, simbolo della
famiglia Albani, lanciano in aria uno zampillo
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