L'anfiteatro Flavio,
da tutti conosciuto come il Colosseo, è forse il monumento
più famoso del mondo: la gigantesca costruzione a pianta ellittica,
con i suoi 48 metri di altezza ha impressionato e affascinato gli
uomini di tutte le epoche. Certamente era il posto preferito dai
romani, la cui sfrenata sete di spettacoli cruenti era placata solo
dalla vista dei sanguinosi combattimenti dei gladiatori. Il Colosseo
contava quattro piani. Il primo era alto dieci metri e cinquanta
con l'ordine delle semicolonne dorico. Il secondo era alto 11 metri
e 85 con le colonne ioniche. Il terzo era alto 11 metri e 60 con
l'ordine di colonne corinzie. Il quarto era invece una muratura piena
con un sistema di pali per fissare il Velarium, un grande
tendone che serviva per riparare gli spettatori dal sole. Scale e
gallerie davano accesso ai vari settori della gradinate. Nelle gallerie
si incontrava di tutto, venditori di ceci, di bevande calde e di
ricordini, gente che affittava cuscini e coperte agli spettatori
notturni. Affacciandosi dai piani alti si poteva ammirare uno spettacolare
colpo d'occhio sulla città più grande
del mondo. Non si conosce il nome del geniale costruttore, forse
Rabirio, l'architetto di Domiziano, o un certo Gaudenzio. Voluto
dall'imperatore Vespasiano per
celebrare la grandiosità dell'Impero ed inaugurato dall'impertore Tito nell'80
d.C., il Colosseo fu costruito in una valle tra i colli dell'Esquilino,
del Palatino e del Celio prosciugando un laghetto utilizzato da Nerone per
la Domus Aurea. Non c'era
vittoria militare, festa religiosa, anniversario che non fosse festeggiato
con combattimenti sanguinosi. Circa settantamila spettatori urlanti
seguivano eccitati i gladiatori che si sfidavano in duelli all'ultimo
sangue: Reziari, con reti e tridenti, contro Mirmilloni; Sanniti, con
la spada corta, contro Traci, con scudo e gladio. In uno solo di essi,
voluto dall'imperatore Traiano, e durato ininterottamente
per 117 giorni consecutivi, morirono sull'arena più di novemila
gladiatori. Sull'Arena venivano montate a tempo di record incredibili
scenografie per rendere più eccitante i combattimenti che duravano
dall'alba al tramonto e spesso, illuminati da fiaccole, fino a notte
fonda. I più sanguinosi, le sportule, inventate dall'imperatore Claudio,
consistevano in mischie fuoribonde di centinaia di gladiatori tutti
contro tutti dove la strage doveva compiersi nel più breve
tempo possibile. Sotto l'arena un inestricabile labirinto di sotterranei
ospitava gladiatori e belve feroci. E in questi gironi infernali,
tra strepitii, urla, ruggiti, i protagonisti dello spettacolo attendevano
di emergere alla luce abbagliante dell'arena, dove li aspettava un
pubblico in delirio, utilizzando montacarichi e piani inclinati per
un'apparizione di grande effetto. Al Colosseo sono legate le feroci
persecuzioni dei cristiani, interrotte ad opera dell'imperatore Costantino che
nel 313 d.C. vieta i combattimenti tra gladiatori e proclama il Cristianesimo religione
ufficiale dell'Impero.
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