Il palazzo presenta le caratteristiche
di una fortezza sul piano superiore le eleganti e raffinate finestre
a crociera mostrano gli elementi rinascimentali.
Il portale, attribuito
a Giovanni Dalmata mostra il sigillo dei Barbo. Splendido il cortile
interno il cui ordine delle colonne, tuscaniche al primo piano e ioniche
e corinzie al secondo ricorda gli archi del Colosseo.
Nell'interno,
la Sala Regia ha tracce di pitture di Donato Bramante e la
Sala del Mappamondo è decorata dalle classiche prospettive
di Andrea
Mantegna. Il palazzo venne ceduto nel 1564 alla Repubblica Veneta
come sede degli ambasciatori. Dopo il trattato di Campoformio passò all'Austria
per la sua ambasciata, nel 1916 il palazzo venne rivendicato dall'Italia.
Deve la sua fama al fatto che qui Mussolini insediò il
suo quartier generale occupando la immensa sala del mappamondo
e lanciando i suoi discorsi alle masse dal piccolo balcone al secondo
piano.
Passando di notte per la deserta Piazza Venezia, si poteva
notare una finestra dalla luce perennemente accesa: segno che il
governo fascista non riposava mai. E finchè a vegliare la
notte c'era quella luce, gli italiani potevano dormire sonni tranquilli.
C'era lui a proteggere tutti... Oggi il Palazzo è sede del Museo
del Palazzo Venezia,
ricco di raccolte molto varie, arazzi, marmi, armi, argenti, ceramiche,
e dell'importantissima Biblioteca dell'Istituto di Archeologia
e di Storia dell'Arte. |