Adriano -come
narra il suo biografo, Elio Sparziano- desiderava riunire
idealmente nella sua reggia i principali monumenti dell'impero,
in particolare quelli dell'amata Grecia; i luoghi della villa -edifici,
terme, ninfei, giardini e valli- portavano spesso il nome di uno
di questi monumenti, e ne riprendevano, per così dire "in
miniatura", l'aspetto. Vi era la Valle di Tempe, la città egiziana
di Canopo; inoltre il Liceo, l'Accademia e la Stoà Poikile,
tutti famosi edifici dell'Atene del V e IV secolo a.C.
Straordinaria era la richezza della decorazione architettonica e scultorea
della villa: nonostante che essa sia stata più volte scavata e "depredata" dei
pezzi più preziosi, che ornano oggi i più famosi
Musei di Roma e del mondo (tra cui più di 500 statue di
altissima qualità in marmi colorati e numerosi mosaici a tessere finissime; è celebre
quello delle colombe, ora ai Musei Capitolini),
si resta ancora colpiti dalla raffinatezza dei pavimenti in scaglie di marmi
colorati ( opus sectile), di cui restano splendidi esempi. Non meno interessante è l'aspetto
architettonico: molti edifci della villa presentano infatti innovazioni audaci
ed orginali, forse ideate dallo stesso Adriano, tra cui cupole a calotta
e a crociera e planimetrie assai complesse, in un continuo rincorrersi di linee
rette e curve, concave e convesse, che appare nuovo nell'architettura romana,
e che ricorda in maniera soprprendente gli edifici della Roma barocca.
Tra i complessi più interessanti è il "Pecile" (forse
ispirato alla "Stoà Poikile", celebre portico di Atene), monumentale
quadriportico che racchiude un giardino con una grande piscina centrale. Ad
est di esso si trovano le "Terme con Heliocaminus", un particolare
ambiente riscaldato per mezzo di stufe e raggi solari, utilizzato per i bagni
di sole in inverno. Da non perdere il "Canopo", lungo bacino
d'acqua circondato da portici ed aiuole, e concluso da un grande ninfeo a forma
di esedra, probabilmente utilizzato per banchetti all'aperto; il monumento
ricorda la città egiziana di Canopo ed il lungo canale che la collegava
ad Alessandria, famoso per le feste notturne che vi si svolgevano. Ma l'edificio
più singolare ed affascinate è forse il cosiddetto "Teatro
Marittimo": di forma circolare, esso racchiude un canale, al centro
del quale si innalza un'isoletta rotonda, collegata alla terraferma da due
ponticelli girevoli (ora sotituiti da uno in muratura). L'isola è occupata
da un'abitazione e da un piccolo impianto termale: una residenza appartata
dotata di ogni comfort, certamente destinata all'imperatore stesso per i suoi
momenti di quiete. Per l'originalità della sua concezione, oltre che
per l'ardita architettura che caratterizza l'abitazione sull'isola - con un
complesso alternarsi di pareti concave e convesse e con grandi finestre aperte
sull'acqua- il Teatro Marittimo può forse essere considerato
simbolo dell'intera villa e della genialità del suo ideatore.
Francesca Boldrighini
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