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Torri merlate, mura possenti
nulla di tutto
ciò si incontra procedendo lungo le nobili strade consolari
(nell'antichità la via Latina e Appia)che conducono in questa
rinomata zona del Lazio. Non ci si imbatte in castelli bensì
in una serie di cittadine disseminate su un territorio di origine
vulcanica, chiamate Castelli Romani in tempi relativamente recenti.
Cittadine separate a volte l'un dall'altra da boschi di castagno,
da una vegetazione fitta e ancora intatta, in altri tratti invece
scorrono senza pausa l'una legata all'altra da una continuità
urbanistica, a volte ancora si ergono isolate sulla sommità
dell'antico vulcano ormai mansueto.
La denominazione di Castelli proviene dai borghi che si svilupparono
intorno ai palazzi e alle ville dei Papi e delle ricche famiglie
patrizie di Roma che, continuando una antica tradizione avevano
scelto questi luoghi ameni per le loro residenze di villeggiatura.
Facendo un salto in un passato più remoto, nel Medio Evo,
addentrandoci in un tempo le cui vicende appaiono meno note, possiamo
immaginare di incontrare sul nostro percorso, veri castelli, baluardi
delle più importanti famiglie che li disposero, come pedine
su una scacchiera, in luoghi strategici, adatti a controllare tutto
il Lazio meridionale e le comunicazioni con il Regno di Napoli.
E' ai borghi che si svilupparono attorno a questi castelli, borghi
che guadagnarono con il tempo autonomia comunale che spetta l'attuale
denominazione di Castelli Romani, denominazione che mantiene la
memoria di non più esistenti manieri, simbolo del potere
di famiglie sempre in lotta fra loro.
In realtà, storicamente, con la locuzione Castelli Romani
si indicavano tutti i centri abitati dell'antico districtus Urbis,
un territorio di 100 miglia, ridotto in seguito a 40, che circondava
Roma da Nord a Sud.
A partire dall'Unità d'Italia, nella toponomastica regionale
la denominazione Castelli Romani, viene usata per indicare solo
la zona dei Colli Albani o Laziali, caratterizzata da una particolare
unità geografica.
Nel Medio Evo l'inurbamento di queste zone fu dovuto perlopiù
a ragioni di potere e controllo: la decadenza di Roma durante la
cattività avignonese spinse il popolo a rifugiarsi presso
i castelli dei loro Signori.
Una volta ristabilitasi a Roma la corte papale, le cose mutarono.
Nel clima umanista di riscoperta dell'antichità classica,
a cominciare da Papa Pio II Piccolomini, l'attenzione degli eruditi
si rivolse verso il Vetus Latium, con le sue solenni e pittoresche
memorie della storia romana, che aveva lasciato in questi luoghi
grandiose testimonianze civili e religiose.
La bellezza dei luoghi, ancora intatta, la purezza dell'aria spinse
pontefici e l'alta società romana a costruire qui le proprie
dimore, decorate dagli stessi artisti che andavano abbellendo le
loro residenze romane.
I modi dell'otium di questi nobili, fatto di incontri, di giochi,
di feste ed avventure seguiva la moda del "vivere alla francese"
mentre il popolo romano vi si recava per brevi gite, picnic sui
prati o per assistere a feste paesane, tradizione questa che perdura
ancora oggi.
La bellezza del paesaggio, sebbene aggredita da moderne e sgraziate
incrostature, la finezza dell'aria, la bontà del famoso vino
da gustare nelle "fraschette" insieme ad altre delizie
gastronomiche tipiche della zona come la porchetta, fa dimenticare
a volte bellezze nascoste entro mura spesse e sovente inaccessibili.
E quei luoghi, da tempi immemorabili, amati e raccontati da pittori
e scrittori, quella campagna romana, pittoresca e piena di contrasti
e di storia, così inutilmente celebrata perché le
parole e le immagini di chi ci ha preceduto non le ha impedito di
essere deturpata senza sensibilità, rimangono come un luogo
della mente, e solo a tratti l'antica immagine ci viene restituita,
dal silenzio di un bosco frondoso, da un orizzonte limpido, da ruderi
scorti dai finestrini dell'auto perché posti al centro di
un crocevia.
Nobili palazzi imponenti si celano dietro mura di cinta, si svelano
solo ai più curiosi, così come gli antichi dipinti
che raccontano storie di dei e santi, o i sepolcri di personaggi
famosi.
I Castelli invisibili, non si offrono alla vista, ma attendono di
essere scoperti.
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