ABBAZIA DI CASAMARI
“un luogo dove austerità e grazia si fondono”
Nell’ XI
sec., secondo quanto riportato dai documenti, vi era in loco una
comunità benedettina con la denominazione
di Casamari. La fondazione è riportata da una Cronaca del
XIII sec. la Cronaca del Cartario. Dapprima i monaci benedettini
edificarono un monastero con una semplice chiesa, ampliata più tardi
dall’Abate Giovanni nella metà dell’XI sec.
L’Abbazia
ebbe un grande sviluppo economico, in seguito a ingenti donazioni
da parte di nobili. All’inizio del XII secolo l’Abbazia
cadde in una profonda e lunga crisi dovuta alla decadenza dell’economia
curtense per l’affermarsi dell’economia commerciale,
unita a continue dimissioni degli abbati. Durante lo scisma di
Anacleto II (1130-1138), Bernardo di Chiaravalle fu il promotore
dell’unità ecclesiale con il riconoscimento di Innocenzo
II; la notorietà dei cistercensi in Italia aumentava sempre
più, soprattutto per la loro spiritualità, tanto
che molti monasteri benedettini ne chiesero l’incorporazione.
Anche l’Abbazia di Casamari fu incorporata all’Ordine
di Clairvaux.
I lavori di costruzione dell’Abbazia iniziarono nel 1203,
quando i cistercensi, seguendo la planimetria dell’Ordine,
abbatterono alcuni locali, adibendone altri a VALETUDINARIUM, ossia
l’ospedale. Terminati i lavori, nel 1217, questa fu consacrata
da Onorio III e dedicata ai martiri romani Giovanni e Paolo e alla
Vergine Assunta.
Nel 1400 Ladislao D’Angiò, dopo aver
espugnato Veroli, assediò e saccheggiò l’Abbazia
danneggiandola gravemente.
Un ulteriore danneggiamento fu provocato
nel 1417, durante lo scontro tra il Capitano di ventura Sforza
e le truppe di Jacopo di Caldora e del Conte di Mondrisio; ma il
fatto che ne determinò (come
pure per le altre) la decadenza fu l’istituzione della Commenda,
ivi estesa nel 1430 da Martino V a favore del nipote, il Cardinale
Prospero Colonna e soppressa, poi, da Pio IX. Con la commenda il
patrimonio di tutti i beni del monastero veniva affidato ad una
persona di fiducia, la quale godeva di grandi rendite tolte dalle
entrate dei monaci.
Nel 1623 l’Abbazia di Casamari ed altre
otto abbazie si unirono nella Congregazione Romana. Nel 1717 nell’abbazia
fu introdotta la Riforma della Trappa, ad opera di monaci provenienti
dalla Toscana.
> ABBAZIA DI CASAMARI parteII
|