Distruzione e ricostruzione:
storia dell’Abbazia - parte 1
Già alla
fine dell’VIII sec., quando vi dimorava
Paolo Diacono, che vi scrisse la “Storia
dei Longobardi" (799), la sua importanza era notevolissima: vi
si ritiravano re e duchi longobardi, persino Carlo Magno vi si
recò con
devozione (787). E’ stata, infatti, nel corso dei secoli,
sempre il punto di riferimento obbligato per papi, re ed imperatori
che volevano accedere al potere. Proprio con Carlo Magno, che aveva
dato all’abb.
l’immunità, essa divenne un anello del grande ingranaggio
Carolingio. Ciò le permetteva di rimanere al riparo da lotte
e danni, a differenza dei monasteri minori, diventando così centro
di vita e di cultura. Qui si studiava il latino e il greco, la
musica, la medicina, l’astronomia, il diritto, le scienze
teologiche e filosofiche.
Dopo la distruzione dei saraceni, che uccisero
anche l’Abate
San Bertario, fondatore dell’odierna Cassino, essa cominciò a
rivivere ( ma solamente dopo il 950) conoscendo due secoli di splendore
eavendo una grande ripresa soprattutto nella IIª metà dell’XI
sec. con l’Abate Desiderio ( poi Papa
Vittore III), che fece
riedificare la Chiesa in maniera conforme e maestosa. Montecassino
era rifiorita così bella e potente, tanto da governare di
fatto su tutta la regione circostante. L’Abate Aligerno,
che aveva favorito il superamento del sistema feudale e curtense
e che aveva favorito il commercio con la fondazione di centri abitati
nella piana, morì nel 986 lasciando al monastero un’ingente
eredità, di cui avrebbe goduto nei secoli successivi.
Distrutta
nuovamente dal violento terremoto del 1349 attraversò un
altro periodo di decadenza finché, nel XVI sec., tornò ad
essere un grande centro di cultura e di studi, crocevia d’Europa,
dove arrivavano le migliori menti da ogni paese e riscuotendo una
fama a livello mondiale.
Con l’esilio dei Papi ad
Avignone (1305-1377) Montecassino cominciò ad
attraversare un brutto periodo; la lontananza di questi, infatti,
li rendeva indifferenti e ignari delle necessità dell’Abbazia,
governata da vicari.
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