Lo sviluppo architettonico dell’Abbazia
di Montecassino
Lo sviluppo architettonico dell’Abbazia
si articola su piani sfalsati, con una grande scalinata al termine
della quale vi è la
Chiesa’ ricca di marmi policromi e di affreschi di Pietro
Annigoni. Il cuore dell’Abbazia è l’altare maggiore,
dove sono conservate le reliquie di S. Benedetto e quelle della
sorella Scolastica, ritrovate nel 1950. Il nuovo edificio è stato
abbellito da pitture stile “600/700”,
tra cui spiccano una serie di dipinti di G.M.Crespi (1700).
La cripta è rimasta
quasi intatta; in essa si può ammirare
una decorazione nel mistico stile della scuola tedesca di Beuron
(1913).
Il
Museo, oltre ad illustrare la storia dell’Abbazia,
custodisce un tesoro d’arte sacra.
Altre rarità, di
notevole importanza, sono l’archivio
e la favolosa biblioteca che contiene oltre 150.000 volumi, sopravvissuti
alla guerra grazie agli stessi monaci, che,poco prima dei bombardamenti
del “44”,ebbero l’intuito previdente di trasferire
i suddetti presso il Vaticano.
La struttura: sul lato meridionale
si trovano 3 chiostri (comunicanti tra loro mediante archi) il
più suggestivo dei quali è il
Chiostro di Bramante del 1595, largo30 m. e lungo 40 m.; al centro
la cisterna ottagonale, fiancheggiata da colonne corinzie che sostengono
un’elegante trabeazione. Di grande interesse è il
Chiostro dei Benefattori, così chiamato per le statue dei
papi e sovrani che durante i secoli sono stati legati alla storia
del monastero.
La facciata della chiesa, moderna, è opera
dell’ing.
Breccia Fratadocchi; 3 porte bronzee immettono nella basilica,
l’interno della quale è a 3 navate, con stucchi realizzati
sulla base dell’originario disegno del 600. La navata centrale
presenta una volta che nel 600 era affrescata con dipinti di L.
Giordano, andati poi distrutti. Lungo la navata di destra e di
sinistra si trovano 4 cappelle. Di notevole bellezza il portale
in marmo nero d’Africa, attraverso il quale si accede negli
ambienti riservati alla comunità monastica; uniche, per
la loro bellezza e perfezione, le colonne tortili in breccia di
Sicilia. Al centro del presbiterio vi è l’altare maggiore
(del 600), dove è posta, sotto la stella marmorea, l’urna
bronzea che conserva i resti dei due santi.
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