Il Museo dell’Abbazia
di Montecassino
Sorto nel 1980, in occasione della celebrazione del XV
centenario della nascita di S. Benedetto, grazie all’interessamento
e il contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura.
Situato subito dopo l’uscita della Basilica – a destra; è suddiviso
in sale, le varie sezioni sono contrassegnate da lettere: nella
Sala A si trovano i cimeli dell’ arte romana; nella Sala
B vi sono reperti etruschi e romani; nella Sala C vi sono le statue
lignee; la Sala D è la sala dei manoscritti, qui e’ custodito
il Lezionario del 1068; una mostra sull’evoluzione della
scrittura, ecc.; la Sala E è la sala dei Libri Corali; essa
contiene anche le Miniature; Sala F: Corridoio dei disegni e delle
stampe, con disegni del monasterodei maestri dell’800, tra
i quali Vianelli e Senape (artisti napoletani); con stampe del
700 e 800 che mostrano il monastero alla vigilia della sua ultima
distruzione; nelle 3 vetrinevi sono i pochi resti della ricca farmacia – erboristeria
del monastero; Sala G vi sono i resti della Basilica; Sala H con
vasi ellenici, etruschi e italici; Sala I sala della pittura e
della scultura benedettina; Sala L sala dei bozzetti, tra i quali
quello di L. Giordano; Sala M sala iconografica di S. Benedetto,
con vari dipinti raffiguranti il Santo o i Santi benedettini; Sala
N: sala dei ricami: dai paramenti sacri ai ricami in oro o in seta;
Sala O: sala del Tesoro; Sala P Saletta dei merletti. Vi si trovano
merletti di varie epoche, che vanno dal 400 all’800; Sala
Q: scalinata d’uscita- qui si trova tutta la documentazione
grafica delle fasi dei bombardamenti del 44, con la completa rovina
della città di Cassino; Sala R: Chiostrino di S. Anna – con
un pozzetto di epoca romana al centro e capitelli a gruccia del
X – XI sec.
Le varie sale contengono un’immensità di
beni:encolpi, gioielli, vasellame, capitelli medievali, i bozzetti,
degli affreschi andati perduti, di Luca Giordano, opere pittoriche
di grandi artisti quali il Cavalier D’Arpino e, soprattutto
vi è ben
custodito il Placido Cassinese del 960, il documento che racchiude
il 1° periodo in volgare italiano….Insomma “un
vero gioiello nel gioiello!”
La visita avviene attraverso un percorso a senso unico. Al termine
della visita al Museo si torna, attraverso una scalinata, al Chiostro
del Bramante e quella della Foresteria.
Durante il periodo
invernale il Museo è aperto
solo la domenica.
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