Costeggiando il
lago di Vico, tra paesaggi naturalistici splendidi in ogni
stagione, si arriva, 15 chilometri prima di Viterbo, all'antico
borgo di Caprarola, sede del famoso Palazzo
Farnese. Eretto sul disegno del Vignola verso la fine del
XVI secolo per conto del cardinale Alessandro Farnese,
è una delle migliori creazioni architettoniche del tardo
Rinascimento. Gli affreschi delle sale interne rappresentani il
più grande monumento di pittura in Italia tra il settimo
e l’ottavo decennio del Cinquecento. Notevoli la Scala
elicoidale che conduce al piano nobile, capolavoro del
Vignola, e le sale affrescate dai fratelli
Zuccari, tra cui le stanze dei Fasti Farnesiani
e del Concilio di Trento. Il Parco-giardino, visitabile
solo in alcuni periodi dell’anno, con monumentali fontane
e vari motivi architettonici, termina con un’elegante Palazzina
preceduta da un piano circondato da 28 cariatidi e una gigantesca
fontana.
Bomarzo è un piccolo
paese molto vicino al confine tra il Lazio e l’Umbria, famoso
nel mondo per il suggestivo Parco dei Mostri, creazione
originale realizzata verso la fine del XVI secolo da Pierfrancesco
Orsini, detto Vicino. Nel parco sono dislocate
enormi sculture, orrende e grottesche, che confermano la passione
dell’autore per espressioni artistiche di diversa provenienza.
Nel paese, intorno a Palazzo Orsini, si snodano
una serie di piccole vie e caratteristiche abitazioni con archi
e scale esterne, un gioco suggestivo di luci e ombre.
Il Palazzo, sede del comune, venne ristrutturato nel XVI secolo
da Vicino Orsini. Apprezzabile nel piano nobile la sala del Consiglio
con affreschi seicenteschi.
Bagnoregio è situata
a mezza strada tra Orvieto e il lago di Bolsena.
L’antica Bagnorea, oggi Bagnoregio, patria di San
Bonaventura, era un tempo collegata a Civita
da una lingua di terra che, nonostante terremoti e devastazioni,
conserva ancora la chiesa romanico-gotica di Sant’Agostino,
la cattedrale di San Nicola con campanile cinquecentesco e l’interessante
Palazzo Comunale.
Luogo di grande suggestione e fascinazione, grazie anche agli edifici
medievali e rinascimentali abbandonati e in larga parte diroccati,
tra cui spuntano, inaspettate, tracce di vita, con portoncini e
finestre restaurati, cortiletti decorati da fiori e reperti archeologici
della passata vita del paese. Come la silenziosa piazzetta di San
Domenico, risalente all’XI secolo, che conserva al suo interno
un crocifisso ligneo di scuola donatelliana, o il palazzo Marzocchi-Alemanni;
ma è il limite estremo del paese, dove arrivano i confini
del borgo che merita, da solo, una visita in questi luoghi. La visione
è quella di un paesaggio lunare, creato nei secoli dall’erosione
delle acque, uno spettacolo da godersi al meglio se si ha la fortunata
coincidenza di un tramonto.
Una passeggiata lungo le piccole vie di Civita
permette di scoprire piccole e graziose botteghe di artigianato
locale, ma soprattutto di rivendite di vino e olio di produzione
locale, olio che è possibile gustare sul posto con assaggi
di bruschette.
Una curiosità: a Civita è stato girato
il film in cui Alberto Sordi era un parroco di
campagna che girava con il moschito (il ponte di collegamento con
Bagnoregio che si vede nel film è crollato e non esiste più).
Per prenotazioni di gruppi rivolgersi a: Argiletum
Tour Operator, Roma
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