Il quartiere dell’EUR esprime
la volontà del
regime fascista di celebrare e glorificare le idee imperialiste del paese nonchè il
ventesimo anniversario della propria salita al potere.
Il progetto, voluto
dallo stesso Benito Mussolini, doveva essere realizzato
nell’ambito
dell’Esposizione Universale di
Roma che prevedeva la costruzione di una grande area urbana
con stabili imponenti, infrastrutture urbane, servizi pubblici e
aree di verde collegata al centro della città (Piazza
Venezia) dalla Via
Cristoforo Colombo. L’impegnativo progetto non fu mai portato
a termine, ma ancora oggi, sebbene profondamente modificato per essere
adattato alle nuove esigenze della città, l’Eur si
presenta come una delle aree moderne più interessanti di Roma.
Gli splendidi e rigorosi edifici creati dal genio di grandi architetti
dell’epoca quali Piacentini, Rossi e Vietti spiccano
tra il verde e costituiscono un unicum che testimonia le
tendenze artistiche e architettoniche della prima metà del
XX sec. in Italia e a Roma. Piazzale delle Nazioni Unite costituisce
una sorta di entrata trionfale nel quartiere. La struttura ad esedra è animata
da portici a pilastri e imponenti fontane e si ispira, secondo l’idea “classicista”,
alla magnifica e severa architettura romana dei Mercati
Traianei (II
sec. d.C).
A seguire, due ampi viali conducono rispettivamente al Palazzo dei
Congressi e al Palazzo della Civiltà e del Lavoro. Quest’ultimo,
comunemente chiamato “Colosseo Quadrato” può essere
considerato tra gli edifici più rappresentativi dell’architettura
fascista. La solida struttura, infatti, è animata e resa leggera,
secondo le linee artistiche dell’epoca, da ordini di arcate
a tutto sesto. Imponenti statue marmoree dei Dioscuri si stagliano
sul basamento mentre severi moniti fascisti sono iscritti lungo le
pareti dell’edificio.
Scorci di grande suggestione sorprendono, poi, il visitatore lungo
i Viali dei Musei (Musei Nazionale delle
Arti e Tradizioni Popolari e Musei Nazionale Pigorini) coronati
dalla stele in onore di Guglielmo Marconi.
Grandi aree verdi e fontane
circondano il “laghetto” artificiale
dominato dal Palazzetto dello Sport (Nervi e Piacentini),
autentico gioiello architettonico.
In ultimo, la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo
(Foschini) sorge su una collina artificiale, elevata rispetto ai viali
commerciali animati da mille luci. Il tempio dalle forme semplici
e austere è di grande
respiro ed concepito come punto di riferimento visivo e concettuale
dell’intero quartiere. Al suo interno sono conservate pregevoli
opere di Duilio Cambellotti.
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