| Ecchime di Victor Cavallo - CONTRIBUTI II |
| la
noche era tropicana randagia e romana
piazza navona come una sorca d'argento... Poesie dal Quadernetto Rosso, pagina 64
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| Un pensiero per la poesia di Vittorio
Attraverso i suoi versi si toccano: eterni campi di luce, la sofferenza,
la gioia, la tristezza, Michele Ferrara Degli Uberti |
| Da Alias articolo Achille Bonito Oliva un inviato speciale nella realtà non solo in quella culturale ma in quella turbolenta della vita. stile fatto di una vorace curiosità che l’ha portato a perseguire una forma di nomadismo culturale. la sua militanza ai bordi dell’esistenza quotidiana figura in perenne transito artista di frontiera che non amava il possesso o la stanzialità di posizioni di comodo piuttosto il difficile ruolo |
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dell’esploratore di esperienze in cui l’uomo si misura al limite delle sue potenzialità ed ora preparate i corpi alla nuova primavera cronache da una amara disneyland di victor cavallo il gazzettino dell’esistenza la gazzetta dell’anima autoritratto di un cacciatore di nuvole pamphlet scritto prima della fine di questo mondo
Paola Febbraro: victor ha lasciato due opere compiute tra i tanti dattiloscritti manoscritti quaderni, quadernetti, molti foglietti e biglietti pubblicitari dei bar o dei ristoranti in cui si sedeva o solo transitava sui quali scriveva poesie, racconti, soggetti, pensieri i suoi non sono mai ‘appunti, da riprendere magari per poi svilupparli. ogni frammento ogni quadernetto o pezzetto o biglietto è opera compiuta, poesia compiuta, miracolo di estemporaneità e frutto del suo incessante stare dentro la poesia che era stare con se stesso dentro la realtà con passionale curiosità. e non è questa una lettura a posteriori , per lui era così, voglio dire che ne era cosciente. Ha lasciato due ‘opere’ compiute, tutte e due battute a macchina: Item: un lungo racconto una breve sinfonia scritto credo tra il 97 e il 98, dove i ricordi della sua infanzia e prima giovinezza quando era solo un pischello catturato da un nube e viveva alla Garbatella, si intersecano continuamente con la visione iperrealista feroce e impietosa di quello che lo circonda: Roma della stazione Ostiense, della Piramide, di Piazza Vittorio, San Lorenzo, Porta Cavalleggeri e dove c’è un secondo ‘personaggio’ un io in terza persona. l’autore è uno stronzo ipersensibile che lacrimava su gentilezze fantasticate e un poemetto Aurora una sinfonietta come l’ha definita, diviso in tre parti che può essere la versione poetica di Item. Ne porta la stessa amarezza ma tutto quello che tocca victor lo trasforma da oro in merda e da merda in oro, è un continuo processo alchemico dalle stelle alle stalle, il sublime che per lui è la bellezza della semplicità e della gentilezza e il fondo l’atrocità la ‘terribilezza’ della povertà dell’emarginazione, della morte brutta, passeretti sotto uno schiacciasassi, il barbone accoppato mentre dormiva sotto i portici della stazione. L’insulto continuo all’innocenza aurora è un grido di una voce accesa da una rabbia che vuole uscire dalla disperazione per offrire armi interiori per vivere, le macerie devono essere vissute come macerie e non come vita, mi disse in una breve intervista che gli feci dietro i camerini dello spettacolo Kabiria al Beat 72. Lo intervistavo sulla poesia. Il suo gruppo poetico si rifaceva ad Hulk che con un urlo macerizza le macerie.
*** PIU’ CHE UNA AUTOBIOGRAFIA VITTORIO LASCIANDO ITEM E AURORA CI HA LASCIATO DELLE OPERE DI DENUNCIA DEI GRIDI DEI TESTI INCENDIARI LA SUA LOTTA CONTRO LA BRUTTEZZA E L’ATROCITA’ DI QUESTA VITA. NON A CASO ITEM LO VOLEVA PUBBLICARE E AURORA LO RITENEVA POEMETTO COMPIUTO GLI UNICI TRA TANTI FOGLI FOGLIETTI DIARI DIARETTI. Item e Aurora sono delle Rivelazioni in tutti i sensi, sia nel contenuto che nella forma. Aurora è diversa dalle altre poesie trovate nelle sue tasche. E’ poesia complessa, non semplice, piena zeppa della sua ‘cultura’, dove non concede nulla agli slanci elegiaci o lirici se non nella terza parte, non a caso terza ed ultima, dove trova e dà un canto: il suo canto di lode ad Allah, dio della metamorfosi aurea di ogni emarginazione e insieme potenza divina capace di essere violenta nella sua dolcezza a difendere le briciole le caccole. E sicuramente Victor sentiva con Aurora di aver raggiunto un compimento un risultato. In Aurora fa brillare i suoi ‘generi’ le sue invenzioni come nella seconda parte la serie delle trame… scrematura massima del genere cinematografico e insieme sintesi di battute teatrali alla Petrolini. Se Item può essere più vicino nella composizione al cinema ad una sceneggiatura figurata Aurora ha una regia molto sofisticata e molto sporca, è alla ricerca del suo Cantico alle creature Victor. Lui vuole lasciare un Cantico alle creature come poeta… Nel libro ho voluto inserire oltre a Item e ad Aurora quelli che abbiamo titolato appendici a Item dove torna dopo l’immersione stakanovista dostoieschiana alla sua ebbra e sbellicante ironia per poi terminare con la larghezza la pace la bellezza che sempre gli dà il rivivere il suo passato: la garbatella la sua giovinezza il primo amore. ho inserito anche delle poesie dal quaderno rosso che è presumibilmente del 1987 : la sua vena più lirica luminosa la sua lingua poetica più novecentesca per dirla come direbbe Robertino. Cercando di dare alla lettura delle onde di emotività che facessero toccare la sua leggerezza, la profondità dei suoi pensieri d’amore . Ho scelto quelle dal quaderno rosso non solo per la loro compiutezza (sono tutte compiute) ma perché victor attraversa in queste la sua vita diversamente da Item e Aurora e perché alla fine fa una dichiarazione importante che lo rappresenta. Sempre come essere umano semplice come poeta (che per me è uguale) piuttosto che come personaggio. Ricordarsi che bisogna essere nudi e leggeri per portare armi pesanti (Cristina Campo insegna e Victor testimonia).
Ipotesi di titoli GONG Opere, scritti, poesie(e un diario) una piuma accanto a una merda di cane ha segnato oggi il mio cammino ECCHIME Ed ora preparate i corpi alla nuova primavera Opere Antologia incompleta Item Romanzo breve - opera Aurora Poemetto Poesie e racconti dai diari
da Franco ( e Paola ) : Roma, amore,
Garbatella, beat generation, Tutto è nel per linguaggio la cosa principale nel suo essere attore era la lingua perché il romanesco conteneva in sé il dramma dell’esistenza che si fa gioco Tipo di scrittura molto che deriva dalla tradizione orale non c’è la scrittura alfabetica ma dal racconto orale Non è solo
contenuto ma anche SUONO Spinto da un bisogno insopprimibile di comunicare il suo universo disneyliano e di mettere “il punto di una palla” Il comico nasconde il dramma ma dietro il dramma si ritrova sempre una aurora una dolcezza – un profeta Quello che ce dice è che er satori è sentisse nessuno e urlare in curva sud forza roma Victor non aveva un’identità singola ma sentiva di essere tutto il mondo era lui e lui il mondo Infanzia come l’aleph La discesa della garbatella Scrittura alchemica trasformazione merda fiore fiore merda gli oggetti hanno una vita propria animismo e sono delle curvature dello spazio nell’universo vitoliano una piuma accanto a una merda di cane ha segnato oggi il mio cammino sanguino dalle dita dei pollici per eccessiva dolcezza e brutalità alla chet baker nel giardino dell’eden del paradiso vitoliano non c’è la mela ma il barattolo di conserva
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| L’ODE ALL’ATTORE CHE SI ERA CHIAMATO CAVALLO
Stelle vagabonde e dèi barboni Niente dicerie & pettegolezzi Victor Vittorio era ’sto riccetto pasoliniano Praticava il fuori-pista («che co’ la parola poscia te pisto!») Finita la corsa, spenti i riflettori sulla rivolta postrema, Se la morte, anche la tua morte al presente MARCO PALLADINI (da
La vita non è elegante – Fermenti,
2002) |
![]() disegnetto con testo di Victor Cavallo |
| Victor Cavallo ECCHIME ANTOLOGIA SINFONIA Stampa alternativa € 9,00 Ci sono molti Victor Cavallo nella vita tumultuosamente breve di Vittorio
Vitolo (Roma 1947-2000). Il primo, e forse il più conosciuto, è l’attore
cinematografico (memorabili le sue interpretazioni ne La tragedia di
un uomo ridicolo, di Bertolucci, e in Il grande cocomero della Archibugi,
solo per citare alcuni fra i circa quaranta titoli della sua filmografia). Fabio Ciriachi |
VICTORIANO:
«Ariecchime! Piroetta Mai in punta di piedi,
Sedicinovembre(mille..)duemilacinqueorauna,roma L.F. |
Ero un ragazzo ero un ragazzo
ero così vicino all'ombra della primavera Victor Cavallo |
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