CIAO ROBERTINO
Non è stato per niente facile per me suturare la lacerazione che m’ha provocato qualche giorno fa la notizia della morte di Roberto De Angelis, Robertino. Per me e per tutti quelli che lo hanno conosciuto, frequentato e amato. Perché io l’ho amato. Lui, Robertino, negli anni dei miei furori, della vita randagia e provocatoria, m’ha avvolto di poesia. Che non era solo la poesia scritta e recitata di cui era maestro già allora, ma la poesia della vita.
Una scoperta che mi cambiò la vita e contribuì a farmi scegliere di diventare editore. Editore poeta.
Avrei voglia di raccontare di lui, di me e di tanti altri, di quegli anni. Dei nostri assalti al cielo e dei nostri tentativi di sbarco su spiagge dorate e assolate. Qualcuno c’è arrivato, su quelle spiagge, altri, come negli sbarchi delle guerre, ci hanno lasciato la pelle.
Robertino, sopravvissuto a quegli sbarchi e a quegli assalti, l’ho reincontrato un paio d’anni fa. Non ci vedevamo da venti anni. E m’è sembrato di averlo lasciato appena il giorno prima.
Di cosa non è capace la poesia! La poesia della vita, prima ancora di quella scritta e recitata, che lui continuava a scrivere e recitare lontano, come sempre, da riflettori, fotografi, biografi, chiacchieroni, esibizionisti e parassiti.
Ma, più che mai convinto che devo piantarla di pensare di saper scrivere e devo piuttosto fare l’editore-poeta meglio di prima, alla fine ho pensato che il modo migliore di continuare ad amarlo è quello di far seguire alle mie le sue pagine. Lui le scrisse per recitarle nel corso di una serata dedicata a Stampa Alternativa e ad “Ecchime”, il libro di Victor Cavallo, altro sognatore, incallito visionario, sull’asfalto di fianco all’ex Mercato generale. Quelle pagine non furono lette perché, come è sempre accaduto nelle serate stravolte e creative, qualcosa non andò come programmato.
Quelle pagine sono ora qui appresso e parlano come nemmeno lontanamente saprei fare io.
Marcello Baraghini - Novembre 2005
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Voce fuori campo che annuncia il titolo)
I MAGAZZINI DANTESCHI PRESENTANO:
“DELLA ORIGINE E DELLO UFFICIO DELLA LETTERATURA
IN STAMPA ALTERNATIVA”
PIECE IN DUE ATTI
(parte l’inno Fratelli d’Italia insieme alle autorità che attraversano la sala e raggiungono il palco o la pedana restando concentrati fino alla fine dell’inno)
(Fanciulla in velo bianco sulla pedana staccata dalle autorità)
“Oh non avete mai punto pensato
che quante cose sappiamo per leggere
ottime ed oneste
e delle quali abbiamo norme e stili
utili alla vita,
tutte le abbiamo imparate con l’aiuto
della parola libera di Stampa Alternativa”
(squillo di tromba)
(Prima autorità)
“Solenne principio allo studio della vita
sogliono essere le laudi degli studi e delle vite,
ma furono essi soggetti si frequenti all’eloquenza
dei baroni di destra e di sinistra
e al profitto di editori e politici
che il ritesserle in questa occasione
parrebbe consiglio mendace e inopportuno.
(secondo squillo di tromba)
(Seconda autorità)
“Né noi che per istituto
abbiamo oggi celebrato
gli studi e le biografie di donne
e di uomini liberi che li professano
e giovani che l’intraprendono
sappiamo mai però dipartirci dalle arti
che chiamansi letterarie
le sole che la natura ci comandò di coltivare
a lungo e con generoso amore”
(squillo di tromba)
(Terza autorità)
“Baraghini Marcello, reggente magnifico
scrittori e poeti benemeriti delle scienze del linguaggio
ingenui giovani che confortate di speranze questa nostra patria
ad onta delle avverse fortune editoriali
sempre nutrice però ed ospite delle muse
siamo qui convenuti dinnanzi a voi gentili uditori
per chiudere questa festa celebrando
l’origine e l’ufficio della letteratura di Stampa Alternativa.”
(Jacopo ed Emiliano bombette e tric trac da dietro il palco o sotto)
(Marcello alzandosi e parlando dalla platea e approssimandosi alla pedana)
“Buoni, buoni, state calmi non è niente, un falso allarme !
Non reagite comunque alle provocazioni, andiamo avanti.”
(liberi applausi)
(Fanciulla in velo)
“Oh Musa alternativa,
amore del vero!
spoglia d’ingannatrice apparenza le cose.
Anima di fiducia chi ti sente.
Nobilita le voci che si appalesano.
Dirada con puro lume a perpetuo la barbarie
L’ignoranza di giornali e televisioni.
Le superstizioni e gli elogi dei prìncipi.
Le lobby delle commissioni.
Te invochiamo o amore del vero.
Armaci di generoso ardimento.
Fa che si alzi la parola libera di servitù e di speranze.
Tu che sei anteriore alla voce, ai suoni e agli oggetti.
Tu che sei prima dei sondaggi e delle potenze mediali.
E quindi ancora anteriore alle idee acquisite nel mercato dei sensi.
Salvaci dagli spot pubblicitari!”.
(Ancora bombette e trictrac di Jacopo ed Emiliano da dietro o sotto il palco)
(Ancora subbuglio e Marcello che dalla platea ci incoraggia a proseguire)
“Calmi ragazzi, non è niente, andiamo avanti, non facciamoci intimidire.”
(Applausi liberi)
(Le autorità sul palco sono sconcertate e si domandano:
- Ma perché queste contestazioni.
- Non ci posso credere.
- Proprio ... nell’anniversario di Stampa Alternativa?
- Boh proprio non capiamo!”
(Fanciulla in velo):
“Ah, non lo capite! Ma davvero!
E’ che state scimmiottando il potere e questo
Stampa Alternativa non l’ha mai fatto. Suvvia togliete fasce tricolori cappelli e tutto il resto, finiamola con questa pagliacciata e andiamo a porci la domanda finale da un milione di libri! Perché festeggiamo Stampa Alternativa? “
(Parte nastro registrato o lettura)
“Perché aldilà di tutte le neoavanguardie
gli errori o i sogni di una generazione
crocifissi su i sentieri sociali del linguaggio,
carceri scuole strade latitanze,
(grazie a Mondadori Bompiani Einaudi e Feltrinelli),
resta di quel vissuto una stagione
candida di futuro e di ristampe.
L’attività scrittoria di un’esperienza estatica
che come metafora dell’alternativa culturale
permise all’underground italiano di operare
nonostante la mancanza di tangenti e di strutture
quel sensibile mutamento di funzione di quei modelli estatici
che danno valore al grafico della bio/rappresentazione artistica:
analfabetismo, tic del linguaggio, slang di strada, canzoni d’osteria.
Stampa Alternativa fece dunque la sua parte
o meglio l’uso libero del linguaggio rese possibile
in virtù del suo potere di viaggiare
perforare il vuoto a perdere della scrittura…
… quel surplus d’informazione che ci illumina
sul senso bio-grafico dei testi.
E sia racconto il testo
collana di gioie amori che racchiude
come in Daniele Boccardi
Vite Minime radiose d’avventure.
O il profetico Ecchime nel pensiero aurorale di Victor Cavallo,
nulla toglie all’illusione
e quindi alla dinamica di un incendio reale
di questi “Ultimi Millelire” che inaugurano
un nuovo modo di farsi sentire al mondo.
Infatti il comune senso scientifico
che guida l’attuale multinazionale editoriale
è del tutto incredibile!
Lo spaccio dei testi e delle ... copie all’infinito è ottenuto
con la divisione di ciò che non è divisibile:
“Il testo vivente del corpo!”
Le semplici nozioni di sillaba e fonema
aspettano ancora dai tempi di Chlebnikov
il loro riconoscimento di splendore.
Ma per Stampa Alternativa la poesia non è una multinazionale!
Non si occupa di valori isolati
ma li diffonde,
furto o dono non importa a lei come,
in quanto luce della realtà materiale
a tutte le cose.
In questo senso allora Stampa Alternativa
magazzino di linguaggi e scritture
si apre agli scrittori che si riconoscono
in questa vecchia e però sempre nuova esperienza:
e cioè, una creatività dove i tempi perduti
siano sì anche tempi ritrovati,
ma ritrovati per essere di nuovo perduti.
Perché la poesia non è mai “data”,
ma si rinnova sempre come passione:
umanamente inscindibile.
Liricamente comunicabile
e socialmente trasfigurante
nella realtà luminosa della grazia.
Grazie a voi tutti, arrivederci all’anno prossimo
buonanotte e state vicino alle vostre amiche e ai vostri amici
amatevi baciatevi tenetevi stretti
Roberto De Angelis
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