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Victor Cavallo alla Festa del Cinema a Roma
festa segreta
Victor, non Walter è l'imperatore di Roma
In ogni festival metropolitano d’ambizione festosa, Londra, Toronto, New York o Tokyo (dei quali Roma è ancora
- ultima arrivata - allieva distratta) la qualità del consumo deforma le gerarchie di valore imposte dai rispettivi «prelati del gusto».
Ogni direzione artistica dovrebbe attentamente soppesarla, per crescere. Se l’ignora, deperisce. Perfino nelle salette con soli 5 spettatori, si fanno, spesso, molti più incanti di massa: si inventa futuro. Mentre, nella ressa, la morte, il passato gongola...
Così, se il pubblico, numeroso e non pagante, di ieri mattina, in preda a «trance» - alla fine della proiezione del rockumentary Trances di El Maanouni (capolavoro marocchino dell’Bl che Scorsese ha restaurato per primo, nel suo progetto di aiuto ai classici dei tre mondi, il prossimo sarà Touki Bouki) - batte le mani in ritmo arcaico e inneggia quasi a Aicha Quandache, eroina della lotta anticoloniane (altro che La ciociara), trasformando il Teatro Studio in un concerto uve di Nass e! Ghiwarìe, avviene uno di quei miracoli emozionali, una capriola nell’immaginario collettivo che non solo vale i 10 «tappeti rossi» che tanto eccitano W. Veltroni, ma - in una sola estasi - giustifica un intero budget.
Altra occasione d’estasi, sezione Extra, è oggi alle 16, al cinema Farnese, in pazza Campo de’ Fiori, con Victor Cavallo - ovvero Eleonora Duse travestita da Belushi - che in SuperViktor, di Franco Rea, scatenerà la sua mai sopita vitalità artistica (nonostante tutto) in 52 minuti di monologo, duetti e trii deformanti e fuori bordo, sofisticati e zozzi come i dribbling ubriacanti di Garrincha. Si tratta di un progetto, gonfiato nel 2000 di 20’, del 1996, «Super Viktor - Agosto 1996», un cortometraggio di 30 minuti tutto concentrato sul mattatore Vittorio Vitolo (è Cavallo) che girerà, forse, a Parigi un film tratto da Durrenmatt (La caduta), ma che intanto, in attesa del contratto sospirato, passa una giornata d’agosto con Alberto Merolla, una bottiglia di vino, un copione ginecologicamente analizzato e Pascal Teveny.
Si mette così a soqquadro la cucina e la città eterna, il «politicamente maleducato» e ogni amletico dilemma:
che pensare di Fidel? Quale disposizione in campo per Totti? E la politica interna e estera della Francia di Chirac non è già predisposta per Sarkozy?
Così Cavallo scende in campo (contro palazzo Farnese) per inveire, steso, sul «portale di Michelangelo» come Dòn Chisciotte nell’imitazione di Rascel e nelle parodie degli amati Grifi e Malick.
Roberto Silvestri (Il Manifesto, 27 Ottobre 2007)
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“SuperViktor” (Agosto 1996)
con Victor Cavallo e Alberto Merolla, Pascal Teveny
Soggetto: Franco Rea, Victor Cavallo, Piera Gennari
Regia: Franco Rea
Prodotto da:
- Activitaly srl Roma
- Università degli Studi Roma Tre - Dipartimento Comunicazione e Spettacolo
Durata: 52 minuti
Genere: Docu-fiction
Editing 2007
Anteprima al Cinema Farnese a Campo de' Fiori il 26 Ottobre 2007 alle ore 16.00,
nell’ambito della Festa del Cinema a Roma, II Edizione, sezione “EXTRA”
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